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E’ possibile accedere a una tutela giudiziaria, anche senza denunciare il reato, nominare il proprio difensore di fiducia e avere il diritto al gratuito patrocinio. In un anno la Procura della Repubblica di Roma ha emesso circa 20 condanne agli arresti domiciliari, 132 decreti di divieto di avvicinamento all’abitazione o al luogo di lavoro della vittima, 18 ordini di allontanamento dalla casa familiare.

Avv. Licheri: “Molte vittime non conoscono i loro diritti. Combattere la disinformazione può rappresentare un aiuto concreto”

 

Si terrà domani 8 Maggio, alle ore 19:30, in via Giano Parrasio, 15, il convegno Passione/Ossessione, The Dark Side of Love. L’Avvocato Anna Luce Licheri interverrà all’incontro per parlare della disinformazione sui diritti delle donne vittime di violenza: “Dobbiamo sottoscrivere il fatto che il fenomeno della violenza sulle donne, è purtroppo in sostanziale aumento: nel solo 2012, sono state uccise 154 donne basti pensare che nel corso dell’ultimo anno giudiziario, ovvero dal mese di giugno 2012 a giugno 2013, la sola Procura della Repubblica di Roma ha emesso circa 20 condanne agli arresti domiciliari, 132 decreti di divieto di avvicinamento all’abitazione o al luogo di lavoro della vittima, 18 ordini di allontanamento dalla casa familiare.   In un solo anno, si è riscontrato un aumento di applicazione delle sole misure di sicurezza penali, di circa il 140%. – spiega l’Avv. Annaluce Licheri – A questi numeri, poi, vanno aggiunti 218 arresti in flagranza di reato, che da soli sono incrementati di circa il 41%. Nonostante vi sia una sempre maggiore attenzione al fenomeno, da parte del nostro Legislatore, come avvocato riscontro spesso, con dispiacere, una grande disinformazione anche della vittima, in merito ai suoi diritti.  La donna offesa dalla violenza familiare anche quando trova il coraggio di denunciare la condotta criminosa del suo persecutore sente sola:  non sa,  ad esempio, che quando viene iscritta la notizia di reato, lei deve, per legge, essere informata della possibilità di nominare il proprio difensore di fiducia, che la assisterà poi nelle fasi successive del processo.  Non sa che può accedere al gratuito patrocinio.  Così, succede spessissimo che la vittima di offese vada in aula a rendere le proprie dichiarazioni, senza sapere che può essere assistita da un difensore.  E non sa che può accedere a una tutela giudiziaria, anche senza denunciare il reato. La vittima ha la possibilità di  trovare una doppia tutela, perché può rivolgersi in ogni momento al giudice civile, anche senza ricorrere a un avvocato, per ottenere l’allontanamento di chi la offende o perseguita dalla  casa familiare, o dal luogo di lavoro. Sarà il Giudice che emette il decreto con l’ordine di protezione, a stabilire tutte le modalità di esecuzione, ed eventualmente a condannare l’aggressore/persecutore a pagare un assegno di mantenimento a favore della vittima. Ricordiamoci  – conclude Licheri – che sono due tutele concorrenti e alternative, una non esclude l’altra. Le persone più vulnerabili vanno informate che  debbono poter contare sulla professionalità dell’avvocato, e sulla disponibilità del Magistrato”.

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